Negoziazioni sul Cambio Valuta con CFD



Oggi, il Forex (Foreign Exchange Market) rappresenta il mercato più “grosso” del mondo. Anche se “grosso” è un aggettivo un po’ strano per definire un mercato, serve a rendere meglio l’idea delle dimensioni dello stesso: si pensi che ogni giorno vengono effettuate attività di scambio per un valore complessivo di 2 mila miliardi di dollari. Per guadagnare con il cambio valuta si possono sfruttare le oscillazioni per ottenere entrate discrete, in base a tendenze non difficilmente comprensibili. Le valute rispecchiano l’andamento di alcuni fattori macroeconomici che sono annunciati ogni giorno attraverso la pubblicazione di news, indici e report riguardanti l’inflazione, i tassi di interesse, la disoccupazione e i dati di produzione industriale.

Questi vengono chiamati anche “market movers”, termine con cui si indicano anche le personalità le cui dichiarazioni possono creare dei movimenti su tutto il mercato (es. il Presidente della Banca Centrale Europea così come la FED statunitense). Questi fattori incidono sulle relazioni tra le valute e si creano movimenti di mercato, a volte di breve termine e altre volte di medio lungo termine. In questo modo si forma un ambiente ideale per il trader che guadagna con il cambio valuta.

 

Esempio Pratico del Guadagno sul Cambio Valute

Per venire incontro a tutti coloro che non hanno mai negoziato sul Forex faremo un esempio molto pratico. In questi giorni (Luglio 2016), il tasso di cambio EUR/USD è pari a 1,10303. Tale valore significa che 1 euro vale 1,10303 dollari e perciò chi desidera acquistare gli euro con i dollari dovrà pagare 1,10303. Un po’ di terminologia: Se decidiamo di negoziare con questa coppia valutaria (EUR/USD) saremo in posizione long nel caso decidessimo si comprare euro, mentre saremo in short se decidessimo di vendere l’euro.

Una volta effettuato questo scambio attenderemo che il valore del mercato di questo cross subisca una variazione: se sono in long (acquisto) e il valore del mercato aumenta per esempio andando a 1,10303 e decido di chiudere la posizione, in questo caso avrò guadagnato 10 punti(pips) dato che (1,10303 – 1,10293) x 10000 = 10. Se invece il valore fosse sceso a 1,10303 e noi chiudevamo la posizione avremmo perso 10 punti. Viceversa, se fossimo andati short avremmo perso 10 pips nel primo caso in cui il valore dell’euro aumentava e guadagnato invece nel secondo caso in cui il valore del dollaro aumentava a discapito di quello dell’euro. In pratica, il contrario.

 

Trading Futures su Valute con CFD

 

Sicuramente tutti coloro che progettano di fare trading valute con CFD avranno sentito parlare del Foreign Exchange, meglio noto come Forex, e molti di voi magari fanno trading sul Forex quotidianamente, ma molti meno avranno sentito parlare dei futures sulle valute. Ancora meno sono i traders retail (piccoli investitori o principianti) che si cimentano in questa attività.

Perché questa differenza? Innanzitutto perché il mercato spot, quello da tutti chiamato Forex, è molto più liquido del mercato dei futures, è un mercato OTC (Over the Counter) e permette il trading delle valute 24 ore su 24 a costi più contenuti. Invece, fare trading sui futures sulle valute significa comprare dei contratti che hanno, di norma, una dimensione fissa e una data di scadenza (sono quindi “standardizzati”), e che sono valutati in base al loro valore corrente alla data indicata nel futuro. Inoltre, per acquistare il contratto e durante la vita dell’operazione, bisogna soddisfare dei requisiti di margine: il margine iniziale, stabilito dalla clearing house, che è l’importo